debito estero

Equitalia che di equo non ha nulla

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Parole chiare le hanno dette al riguardo Luigi De Magistris, Giuliano Pisapia ed altri sindaci, che non rinnoveranno alcun contratto con Equitalia, sottolineandone il modo di procedere assolutamente in contrasto con i minimi principi di umanità.

Alcuni recenti fatti di cronaca sembrano potersi ricondurre alla ricezione delle famose cartelle. Certe cose capitano solo in Italia. Si riesce ad abbinare l’assoluta inefficienza con sacche enormi di evasione e di sommerso e la persecuzione contro singoli contribuenti che giungono alla disperazione. Per non parlare degli errori inescusabili, dell’ignobile approfittarsi di soggetti incapaci e delle speculazioni e conflitti di interesse, come nel caso di quella dirigente che aveva messo in piedi una propria società per acquisire gli immobili ipotecati. Una vicenda inquietante che ha messo in evidenza torbidi legami con settori della casta.

Nessun voto finora

Crisi, debellare le cimici

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Invito tutte e tutti, anche i più accaniti pasdaran del neoliberismo che non mancano talvolta di esternare commenti ovviamente critici ai miei post in argomento, a partecipare alla presentazione del mio (con Irene Tagliamonte, Andrea Baranes e Marco Pagani) ultimo libro “Il diritto contro la crisi”, che avverrà a Roma presso il Cnr di via dei Taurini 19 mercoledì prossimo 28 marzo alle ore 16.30. Parteciperanno giuristi (Paolo Picone, Giuseppe Palmisano, Sandro Schipani) ed economisti (Roberto Schiattarella, Nino Galloni). Data l’attualità del tema e la qualità dei presentatori il dibattito si preannuncia davvero stimolante.

Nessun voto finora

L’esempio dell’Argentina

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Italia e Argentina hanno un rapporto speciale. Tutte le volte che ho viaggiato in Argentina mi sono imbattuto in discendenti di Italiani, che magari non parlavano la nostra lingua, ma ricordavano ancora i bisnonni giunti da Sorrento, da Castelfranco Veneto o dal Piemonte.

Dieci anni fa il popolo argentino scese in piazza contro il governo de la Rua e quelli che lo avevano preceduto, tutti fedeli esecutori delle misure richieste dal Fondo monetario internazionale e dal capitale finanziario, i principali responsabili della situazione catastrofica che si registrava all’epoca.

Di lì a poco il governo argentino dichiarò il default. Il quadro legale ne è fornito, dal punto di vista del diritto interno, dalla risoluzione n° 73/2002 del 25 aprile 2002 del Ministero dell’Economia che dispone il differimento al 31 dicembre di quell’anno del pagamento del servizio del debito pubblico argentino.

La ristrutturazione è stata condotta tagliando del 75% il valore nominale dei titoli. Il fatto che il default argentino abbia colpito in parte anche numerosi piccoli risparmiatori ha condotto ad identificare le precise responsabilità dell’intermediazione bancaria, sia sul piano politico, che su quello giudiziario.

Nessun voto finora
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

E ora tra i contribuenti si aggiralo spettro della patrimoniale

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Ufficialmente non la vuole (quasi) nessuno, eppure se ne continua a parlare con un’insistenza pressante, esagerata, probabilmente sospetta. Bocciata da Berlusconi così come da Bersani, la tassa patrimoniale torna al centro del dibattito economico e in fondo la cosa non sorprende. Un po’ perché, con le sue (teoricamente) enormi potenzialità risanatrici, evoca una possibile risoluzione al problema reale di un debito pubblico crescente. Un po’, al tempo stesso, perché nella sua aspra severità finisce per far sorgere il sospetto di una svolta contabile piena di amare sorprese. Ovvero un nuovo capitolo di ristrutturazione dei conti che sembra oggi decisamente più “dietro l’angolo” rispetto a qualsiasi apprezzabile prospettiva di crescita.

Nessun voto finora

Il mondo alle prese con le scelte cinesi. Aspettando marzo

Dopo l’innalzamento dei tassi ufficiali in Cina si inasprisce la guerra monetaria. Il rialzo dei tassi d’interesse da parte della banca centrale cinese era previsto, ma per l’inizio del 2011, e ha preso i mercati in contropiede. Pechino conferma così una politica monetaria fortemente restrittiva, diametralmente opposta a quella della Fed, lo scontro tra le valute si intensifica e crescono le possibilità di speculazioni e carry trade (indebitarsi dove i tassi sono bassi e investire dove aumentano i rendimenti). Il mondo gira sempre più intorno alle decisioni prese in Cina, che a marzo varerà un piano quinquennale che determinerà le politiche economiche globali.

Nessun voto finora

Business Time