Italia e Argentina hanno un rapporto speciale. Tutte le volte che ho viaggiato in Argentina mi sono imbattuto in discendenti di Italiani, che magari non parlavano la nostra lingua, ma ricordavano ancora i bisnonni giunti da Sorrento, da Castelfranco Veneto o dal Piemonte.
Dieci anni fa il popolo argentino scese in piazza contro il governo de la Rua e quelli che lo avevano preceduto, tutti fedeli esecutori delle misure richieste dal Fondo monetario internazionale e dal capitale finanziario, i principali responsabili della situazione catastrofica che si registrava all’epoca.
Di lì a poco il governo argentino dichiarò il default. Il quadro legale ne è fornito, dal punto di vista del diritto interno, dalla risoluzione n° 73/2002 del 25 aprile 2002 del Ministero dell’Economia che dispone il differimento al 31 dicembre di quell’anno del pagamento del servizio del debito pubblico argentino.
La ristrutturazione è stata condotta tagliando del 75% il valore nominale dei titoli. Il fatto che il default argentino abbia colpito in parte anche numerosi piccoli risparmiatori ha condotto ad identificare le precise responsabilità dell’intermediazione bancaria, sia sul piano politico, che su quello giudiziario.