anatocismo

Restituzione di crediti fiscali senza interessi anatocistici.

Fonte: Il Commercialista in Rete

In tema di rimborsi per crediti di natura fiscale, gli interessi anatocistici sulle somme dovute dall’erario a titolo di ritardato rimborso d’imposta non sono più spettanti a decorrere dal 4 luglio 206, data di entrata in vigore del Dl 223 che ne ha previsto l’abolizione, in virtù della portata innovativa e non interpretativa della norma. Resta salvo il diritto alla percezione degli interessi anatocistici per tutto il periodo anteriore, in ragione del principio generale dettato dall’articolo 1283 del codice civile.
Così ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 17993 del 19 ottobre.

Il fatto
Il procedimento in oggetto ha origine da un’istanza di rimborso presentata da una società per crediti maturati in dipendenza di imposta Irpeg relativa all’esercizio 1989, unitamente agli interessi, anche anatocistici e alla rivalutazione monetaria.
Contro il silenzio rifiuto dell’Amministrazione finanziaria, il contribuente presentava ricorso dinanzi alla competente Commissione tributaria provinciale, che lo accoglieva in via parziale, riconoscendo altresì il diritto al rimborso degli interessi anatocistici, ma respingendo la domanda concernente la rivalutazione monetaria.

La pronuncia de qua veniva impugnata in via principale dalla società e in via incidentale dall’Agenzia delle Entrate.

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Diritto bancario o diritto delle banche?

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Il prossimo 14 febbraio 2012 la Corte Costituzionale deciderà in merito alla costituzionalità della norma (art. 2, comma 61°, della Legge 10/2011, di conversione del D .L. 29 dicembre 2010, n. 225) con cui il precedente Governo Berlusconi-Tremonti, decideva di cancellare con un “colpo di spugna” gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle Sezioni Unite di Cassazione il 2 dicembre 2010 sull’anatocismo (capitalizzazione trimestrale dell’interesse), che riconosceva al correntista debitore il diritto di recupero, dalla data di inizio del rapporto e sino alla chiusura, di tutti gli indebiti pagamenti ricevuti dalla banca con gli addebiti trimestrali di illecite competenze, ciò a conferma di un inossidabile indirizzo della Suprema Corte.

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L’anatocismo è un fottuto Vietnam?

Fonte: Il Post - Economia

In questi giorni il Parlamento si sta occupando del cosiddetto milleproroghe, il decreto che serve a prorogare o risolvere una serie di disposizioni urgenti, soprattuto in materia economica e di stanziamento di fondi. La conversione in legge del decreto è stata approvata dal Senato lo scorso 16 febbraio e ora manca il voto della Camera, dove sono venuti fuori diversi nodi, tra critiche dell’opposizione e dubbi della stessa maggioranza. Uno dei più ambigui è legato a un passaggio del decreto che riguarda l’anatocismo e gli istituti bancari.

Anatocismo è una parola complicata per descrivere una pratica altrettanto complessa. Il termine deriva dal greco anà (di nuovo) e tokòs (interesse) e definisce la capitalizzazione degli interessi su un capitale, così che gli stessi possano fruttare altri interessi. Semplificando un poco, possiamo dire che l’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi. In ambito bancario questo tipo di interesse viene solitamente definito “composto”.

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Banche: Adusbef torna alla carica sull’anatocismo

Fonte: Bassi Tassi

In forza ad una recente sentenza della Cassazione, l’Adusbef è nuovamente tornata alla carica in merito al cosiddetto anatocismo, ovverosia alla prassi adottata in passato dalle banche di capitalizzare gli interessi trimestralmente andando in sostanza a generare interessi su interessi. Ebbene, secondo l’Associazione i correntisti possono rivalersi ottenendo indietro il maltolto presentando ricorso sia presso i Giudici di Pace, sia nei Tribunali a patto chiaramente di aver conservato negli anni gli estratti conto bancari. A tal fine l’Adusbef ha messo a punto un vero e proprio vademecum per permettere di recuperare i soldi a ben 3,5 milioni di cittadini vittime dell’anatocismo. Nel dettaglio, possono presentare ricorso tutti quei correntisti che, avendo avuto in conto corrente una scopertura, si sono visti applicati gli interessi dagli Istituti di credito su base trimestrale.

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Inchiesta Trani: American Express, interessi usurai e rischio riciclaggio

Fonte: Bassi Tassi

guardia-finanzaEd è solo l’inizio… L’inchiesta di Trani, che ci auguriamo possa essere condotta in porto con risolutezza così da portare frutti decisivi per lo stravolgimento di un mercato che ci è parso troppo spesso operare ai limiti dell’oscurità, ha visto come primo esito il blocco delle nuove emissioni per American Express e Diners, ma il futuro potrebbe non essere roseo neppure per molti altri operatori del settore delle carte di credito con rimborso rateale, le cosiddette revolving. La promessa, che al momento è solo una premessa, è che a pagare siano tutti (gli istituti coinvolti), dal momento che sembra siano “almeno una dozzina” (secondo quanto hanno riferito fonti inquirenti) le finanziarie e le corporations al momento sotto inchiesta.

Amex, insomma, è stata scoperta a giocare un “giochetto” che anche molti altri sono accusati di fare. L’inchiesta è partita infatti dalla denuncia di alcuni “risparmiatori” che si sono visti addebitare interessi di mora – per una rata mensile non pagata – decisamente troppo alti (esempio vuole che uno, a fronte di un debito accumulato di 2.600 euro e di una rata mensile insoluta di 129 euro, si sia visto addebitare il pagamento di 686 euro). Ferma restando la condanna per un comportamento, quello di non pagare un debito contratto, che ci infastidisce senza se e senza ma, la Procura di Trani ha concentrato la propria attenzione sull’aspetto dell’esplosione degli interessi.

Insieme alla Guardia di Finanza, ha scoperto così che l’applicazione di questa prassi non è un’esclusiva di American Express, bensì di un intero sistema in cui il cliente debitore viene “munto” alla prima insolvenza con quello che tecnicamente si chiama “anatocismo” (un calcolo che, al contrario di quanto prescrive la legge, prevede la capitalizzazione degli interessi di mora sull’intero capitale e non su quello non rimborsato alla scadenza). Finisse qui sarebbe grave, ma il problema è che c’è un di più: i funzionari di Bankitalia hanno infatti scoperto, analizzando le banche dati Amex, “carenze nella gestione degli organi aziendali” e nella “organizzazione dei controlli interni”, l’applicazione degli interessi di mora ai clienti sull’intero capitale, “diffuse e rilevanti anomalie” per quel che riguarda gli obblighi di raccolta sull’effettiva titolarità delle carte. Identità dissimulate a far sospettare che dietro si celi un rischio di riciclaggio di denaro. Capite perché da lunedì non ci saranno nuove emissioni di carte American Express?

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