Ormai si sa, in materia di “affitti Milano”, la città è una delle più care d’Italia. E non importa che si parli di ricerche di appartamenti per famiglie o stanze per universitari: i costi sono spesso molto alti ed i proprietari sempre di più, per evitare tasse e gabelle varie, propongono accordi sommersi ai loro affittuari che spesso, per spendere qualche soldo di meno, accettano a malincuore. La situazione degli studenti universitari è lo specchio di una organizzazione deficitaria alla quale l’amministrazione comunale, con i giusti mezzi, potrebbe dare una sistemata.
E pensare che cambiare zona, scegliere la periferia piuttosto che il centro rechi differenze sostanziali, è davvero errato, specialmente se si parla di locazioni per giovani. Sfogliando le bacheche delle università ci si rende subito conto che per un solo letto, la spesa minima si aggira intorno ai 300 euro spese escluse: gas luce e acqua sono da pagare a parte. Questo se si è fortunati, di solito il prezzo medio per un letto è di 500 euro + spese. Se si desidera una stanza tutta per se i prezzi salgono esponenzialmente, sempre spese escluse, fino ai 700 euro.
Vi sono altre soluzioni da prendere in considerazione. Vi sono infatti delle famiglie che affittano una stanza gratuitamente, a patto che si offra in cambio una collaborazione come baby sitter e si partecipi alle spese. Ma sono rare da incontrare. Per la maggior parte si tratta di una giungla di affitti sommersi che non cambia, nemmeno spostandosi da un capo all’altro della città.
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