In qualsiasi attività che comporti una competizione, la regola aurea quando si incontra un avversario più forte è quella di adottare strategie che prima di tutto tendano a neutralizzare i suoi punti di forza cercando di impedirgli di esprimersi sul suo terreno preferito, quello dove la sua supremazia è certa; chi viceversa decide di misurarsi sul terreno preferito dell’avversario più forte soccombe sempre.
È con queste strategie noiose, anche un po’ irritanti, che talvolta i più deboli riescono a vincere il più forte, usando anche un po’ di antipatica astuzia quando necessario. Questa modalità di confronto è talmente radicata nell’essenza dell’uomo che ci sono esempi mitici; Davide non si è neppure sognato di misurarsi nel corpo a corpo con Golia, ma si è inventato la fionda; e così l’ultimo rimasto degli Orazi ha spostato il confronto con i Curiazi sulla corsa che li ha snervati, non potendo affrontarli tutti insieme.
Per fare esempi meno aulici, il tennista inferiore tecnicamente si rifugia da sempre nell’esasperante gioco di rimessa e tutte le squadre di calcio che hanno cercato di misurarsi con il Barcellona sul piano del gioco tecnico ne sono uscite schiantate; il Chelsea che, consapevole dei propri limiti, ha deciso di fare barriera e difendersi soltanto è riuscito vincente contro tutti i pronostici.