febbraio 2012

I cinesi ci comprano per venderci in Cina

Fonte: Panorama - Economia

Globalizzazioni. I cinesi ci comprano per venderci in Cina

di Franca Roiatti

L’avanzata del Dragone in Europa si fa sempre più irresistibile. Nel 2011 l’espansione globale delle aziende cinesi ha subito una battuta d’arresto, ma non nel Continente, dove gli investimenti sono passati da 3,15 miliardi di euro nel 2010 a quasi 8 miliardi. A certificarlo è A Capital, uno dei maggiori fondi di private equity che accompagna l’avventura europea della Repubblica popolare.

Secondo la Invitalia, la presenza cinese nel nostro Paese si è intensificata passando da 39 a 75 acquisizioni, concentrate per lo più in Lombardia, Piemonte e Veneto. Nel 2010 eravamo al nono posto fra le destinazioni europee, ma non tutti gli investimenti sono registrati dal ministero del Commercio estero di Pechino, difficile quindi avere un quadro completo.

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La BCE ha prestato 529 miliardi alle banche

Fonte: Il Post - Economia

Oggi la Banca Centrale Europea ha organizzato una grande asta con le banche europee per fornire loro liquidità e tentare così di scongiurare il cosiddetto credit crunch, la stretta del credito. La BCE ha emesso prestiti a circa 800 banche europee per una somma totale pari a 529,53 miliardi di euro. Di questi, alle banche italiane sarebbero stati concessi tra 60 e i 70 miliardi di euro.

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Il mercato delle armi non conosce crisi. Nel 2010 vendute armi per 411 miliardi di dollari

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Il commercio delle armi si conferma un ottimo business e se crisi c’è stata il mercato non se ne è accorto. Secondo i dati dello Stockholm international peace institute (Sipri), think tank svedese specialista del settore, nel 2010 le cento più grandi aziende produttrici di armi del mondo, escluse quelle cinesi, hanno incassato 411,1 miliardi di dollari dalla vendita di materiale bellico e servizi associati, l’1% in più dell’anno prima.

Un ritmo di crescita certamente inferiore al +8% registrato nel 2009, ma che rappresenta comunque un incremento di oltre il 60% rispetto al 2002.”Fino ad oggi c’è stato un impatto moderato della crisi sul settore” spiega Susan Jackson, capo dell’Arm production project dell’istituto svedese, e non è detto che con i piani di austerità adottati da alcuni le cose cambino: “Un fattore importante nell’esaminare i tagli alle spese militari è considerare cosa viene tagliato nei bilanci. Per esempio, sono spese correnti? Approvvigionamento di armi? Solo una parte di queste spese, e quindi di questi tagli, hanno un impatto diretto sul settore industriale bellico”.

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Il volto oscuro della ricerca

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Che i nazisti usassero i loro prigionieri per fare ricerca in campo medico è una cosa tristemente nota. Alcuni di loro sono stati processati a Norimberga. Molti altri l’hanno fatta franca. Purtroppo però l’utilizzo in esperimenti più o meno scientifici di esseri umani, evidentemente considerati di serie B, pare non essere un’esclusiva del Terzo Reich. Oltre cento anni fa William Osler, considerato uno dei padri della moderna medicina americana, scrisse: “Per l’uomo l’assoluta sicurezza e il pieno consenso sono le condizioni che permettono la ricerca”. A quanto pare in molti casi non è stato e tuttora non è così.

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Per Tom tom una trimestrale negativa

Fonte: Finanza Live

Tom Tom International Bv, la celebre società olandese che ha dato il nome ai navigatori satellitari per auto più famosi al mondo, ha reso noti i risultati relativi al quarto trimestre del 2011, l’ultimo dello scorso anno: ebbene, la compagnia di Amsterdam è stata protagonista di una trimestrale a dir poco contrastata e le previsioni relative all’anno attualmente in corso non sono certo incoraggianti, dato che si parla di un trend che proseguirà a rimanere debole. Su quali elementi va maggiormente concentrata l’attenzione degli investitori? Anzitutto, c’è da dire che i ricavi del periodo ottobre-dicembre 2011 sono calati di ben trentuno punti percentuali, attestandosi a quota 357 milioni di euro.

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Stipendi italiani : tra i più bassi d’ Europa

Fonte: PrestitoBlog

Altro primato negativo per il mercato del lavoro italiano, purtroppo. Infatti,  secondo le stime di Eurostat, l’Italia in Europa risulta tra i paesi con le retribuzioni lorde annue più basse. Scorrendo la classifica la Penisola si piazza in dodicesima posizione nell’area euro, fanno meglio anche paesi come l’ Irlanda, la Grecia, la Spagna e Cipro, che in realtà non navigherebbero in acque migliori della nostre.

Soprattutto il valore dello stipendio annuo per un lavoratore di un’azienda dell’industria o dei servizi (con almeno 10 dipendenti) è pari a 23.406 euro, ovvero la metà di quanto si guadagna in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100).

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Facebook e Google in sostegno dell’immobiliare

Fonte: Io Compro Casa

Facebook e Google salveranno (almeno in parte) il destino dell’immobiliare commerciale irlandese? La risposta, almeno stando alle ultime notizie in merito, potrebbe essere davvero positiva. Stando a quanto affermato da Bloomberg News, infatti, alcune delle principali società operanti nei nuovi media stanno compiendo importanti investimenti nel real estate ad uso ufficio di Dublino e di altre aree urbane dell’Irlanda.

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Mutuo a tasso variabile e cap dalla Banca di Palermo

Fonte: Bassi Tassi

tasso fisso rinegoziabile bpmilano 300x222 150x150 Mutuo a tasso variabile e cap dalla Banca di PalermoIl mutuo a tasso variabile e cap della Banca di Palermo è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria che l’istituto di credito, mediante le proprie filiali, rivolge alla propria clientela che desideri poter effettuare un’operazione di compravendita della prima o della seconda casa di proprietà, di sua ristrutturazione o costruzione, con restituzione nel corso del medio e lungo arco temporale.

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Asta Bce, maxi iniezione di liquidità per le banche oltre le attese: 530 miliardi di euro

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Cinquecentoventinove miliardi e mezzo di euro. E’ questa la cifra complessiva della seconda (e forse ultima) maxi iniezione di liquidità targata Bce. Un ammontare impressionante, addirittura superiore alle attese (alla vigilia Bloomberg aveva stimato in 470 miliardi il controvalore dell’intervento) distribuito nelle casse di circa 800 istituti di credito del Continente (di cui 110 italiani). Un’erogazione lungamente attesa che dovrebbe alimentare la ripresa dei mercati finanziari europei consentendo alle banche di ripianare le perdite nel breve periodo ripristinando in seguito i propri bilanci sfruttando i rendimenti di medio termine sul mercato. Insomma, nella pratica e nelle intenzioni, una replica di quanto già avvenuto a dicembre quando l’istituto centrale aveva sbloccato 489 miliardi.

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Risultati maxi-asta BCE 29 febbraio 2012

Fonte: Finanza Live

La seconda asta di rifinanziamento a lungo termine della Banca Centrale Europea ha evidenziato un risultato migliore delle attese. La BCE ha assegnato ben 529,53 miliardi di euro a 800 banche europee. Gli analisti si aspettavano un risultato mediamente compreso tra 400 e 600 miliardi di euro, mentre un sondaggio più preciso condotto da Bloomberg aveva portato ad una stima di 470 miliardi di euro. Le richieste arrivate dalle banche italiane sarebbero comprese tra 60 e 70 miliardi di euro, una cifra nettamente più bassa rispetto all’asta precedente che vide l’assegnazione di 116 miliardi.(...)
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