Nel nostro paese, ci sono parole che spesso diventano veri e propri mantra. L’ultimo esempio di questo assunto, riguarda le liberalizzazioni, che nella fervida immaginazione di qualcuno sembrano poter rappresentare la panacea di tutti i mali che affliggono il nostro paese. Basterebbe sentire il segretario del PD, Bersani, proporre vere e proprie lenzuolate di liberalizzazioni, per convincersi delle speranze che la classe politica italiana, la stessa che ha condotto il paese allo sfascio, ripone in esse. Il governo Monti, naturalmente non si sottrae al giochino e, per la fase due della sua azione, propone al paese l’ennesima cura a base di liberalizzazioni, che dovrebbero riguardare anche i servizi pubblici locali, a partire dai trasporti. Ma sarà vero che le liberalizzazioni portano vantaggi? Per i privati che vanno a gestire servizi prima svolti dal pubblico, sicuramente. Basterebbe vedere la resistenza operata dai gestori dell’acqua dopo il referendum che ha sancito il ritorno della stessa in mano pubblica, per capire questo dato di fatto. Lo confermava del resto un rapporto fatto dalla Cgia di Mestre qualche settimana fa: le liberalizzazioni hanno portato pochi vantaggi nelle tasche dei consumatori italiani.