Berlusconi, a sua insaputa, ha internalizzato la lezione del surrealismo, da Magritte a Dalì: la realtà non è mai come la si vede, la verità è soprattutto immaginazione. Più sfrenata la cavalcata della fantasia, più lucida la percezione dell’artista.
E’ in questo contesto che si generano gli universi onirici berlusconiani: “In Russia ho preso più applausi di Putin. Lui cinque minuti, io sei. Infatti mi ha detto: ‘meno male che stai in Italia’”. Nonostante Putin non sorrida quasi mai, non riusciamo ad immaginarcelo serio mentre gonfia l’egotistismo del giullare venuto ad allietarlo col Bunga. Invece per la Merkel e Sarkozy non dobbiamo sforzare l’ immaginazione. Le risate prorompono in diretta Tv e senza nessuna scusa successiva.
L’Araba Fenice risorgeva dalle sue ceneri. Il pallone inceronato dopo ogni scoppio viene rigonfiato diligentemente dai servi mediocri, solerti e ben remunerati. Ma l’espressione beffarda dei due ex alleati europei è un punteruolo che infligge danni irreparabili.