Le tre agenzie di rating internazionali, Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, sono ormai entrate nelle case di tutti. Di loro si sente parlare ai telegiornali, nelle trasmissioni televisive, sulla stampa. Ma chi sono e cosa fanno? Sono delle istituzioni private che lavorano per monitorare la solidità finanziaria di enti pubblici e privati: Stati, Regioni, Comuni, enti di varia natura, società. Per farlo emettono dei giudizi, i cosiddetti “rating”, una sorta di “voto” che le agenzie danno alla capacità del soggetto controllato di restituire i soldi che gli investitori hanno prestato nel tempo.
La valutazione è fatta sulla base dei bilanci, dei fondamentali economici. Prima di procedere, le agenzie dichiarano di aver posto “sotto osservazione” il soggetto di turno e indicano se le loro prospettive (in gergo, outlook) sono positive o negative. I giudizi vanno dalla AAA (tripla a) che indica il massimo dell’affidabilità, alla D che indica uno stato di completa inaffidabilità. Uno Stato, per esempio, marchiato con la lettera D è uno stato dato per fallito.
Promuovere o bocciare il rating significa dare una lezione (in positivo o in negativo) e un’informazione molto sensibile al mercato che di solito rreagisce punendo o premiando l’ente sotto esame.