ottobre 2011

Marchionne: venderemo oltre 4 milioni di auto. Gli analisti: “Quasi impossibile”

Fonte: Il Fatto Quotidiano

L'ad di Fiat Sergio Marchionne

“I numeri parlano da soli”. Collegato da Houston con una platea di analisti di tutto il mondo, ieri Sergio Marchionne ha salutato con entusiasmo i conti di quello che ha definito un trimestre “incredibile” per Chrysler. Vendite, ricavi e profitti in aumento: vista dall’America la situazione sembra più che incoraggiante per il manager con il maglioncino nero, che giovedì si è permesso di rispedire al mittente senza tanti complimenti la richiesta di chiarimenti sul piano “Fabbrica Italia” inviata dalla Consob una settimana fa.

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Mediobanca trimestrale, pesano crisi e attività greche

Fonte: Finanza Live

Risultati trimestrali anche per Mediobanca: il gruppo ha risentito della forte crisi dei mercati finanziari e del perdurare di un contesto operativo debole, in particolare per l’attivita’ di Corporate e Investment Banking. Tuttavia, grazie anche all’accresciuta diversificazione delle attivita’, l’andamento dei ricavi non ha avuto forti ripercussioni e si realizza un miglioramento del costo del rischio, un costante livello elevato di patrimonializzazione, liquidita’ e qualita’ degli attivi. Efficace la diversificazione corporate/retail, preservati capitale, liquidità e qualità degli attivi. In virtù del contesto economico la banca realizza utili dimezzati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a 56,8 milioni di euro da 127,6. Da sola la divisione corporate and investment banking ha fatto registrare una perdita per 26 milioni. E’ una conseguenza anche della crisi del debito sovrano che ha imposto rettifiche sulla valutazione del portafoglio titoli per 70 milioni di euro dei quali 44,5 legati a obbligazioni greche.

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Odissea dei precari: 4,3 mln dipendenti aspettano rinnovo

Fonte: Finanza Live

Con il termine precariato si intendeva, almeno fino a poco tempo fa, quella categoria di lavoratori che non avevano sicurezza sulla continuità del rapporto di lavoro, ma a questo fardello se ne aggiunge un altro: la bassa remunerazione, la mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura. A fine settembre risultano in attesa di rinnovo 31 accordi contrattuali, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti, comunica l’l'Istat, precisando che la quota di dipendenti che aspettano il rinnovo e’ pari a uno su tre. La situazione peggiora nel settore pubblico, dei circa 4,3 milioni di dipendenti che aspettano, circa tre milioni sono del pubblico impiego, il resto é relativo ad aziende private. Analizzando il settore privato nel dettaglio, la copertura contrattuale risulta al 100% nel settore agricolo, del 98,4% nell’industria e del 68,6% nei servizi.

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Vendite mondiali in mano a poche aziende

Fonte: Economy online

L’analisi effettuata dalla Eidgenoessische Technische Hochshule rivela come il 40% del fatturato mondiale sia in mano a meno di 150 aziende. Una sproporzione piuttosto emblematica, che pone al vertice della... class="meta-more">Read more »

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Titoli di Stato: emissioni direttamente in asta sul Mot

Fonte: Investi Sicuro

Grandi novità sulle emissioni dei titoli di Stato; è allo studio, secondo il comunicato stampa appena diffuso dal Ministero dell’Economia e del Tesoro, l’idea di emettere i titoli di Stato direttamente sul mercato dei Mot per arrivare direttamente agli investitori retail nella maniera più rapida e semplice, sfruttando il mercato telematico e le piattaforme di trading offerte dagli intermediari abilitati.

La prenotazione in filiale dei titoli di Stato è un’usanza italiana di vecchia data, quasi un rito quello di recarsi a parlare con l’operatore di fiducia per prenotare titoli del debito pubblico che l’intermediario si occuperà poi di far avere al cliente. L’arrivo delle nuove tecnologie ha svuotato i “pit” dei trading floor già da tempo nelle borse “minori” ed ora potrebbe fermare la “migrazione” verso le filiali per prenotare quello che sono un classico del risparmio italiano insieme ai Buoni Fruttiferi postali.
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L’Euro e la (lucida?) follia di Berlusconi

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Adesso rischiamo davvero grosso. Il naufragio è realmente più vicino. Mentre con l’ultima asta dei Btp l’interesse sui titoli di Stato schizza al livello record del 6,06%, il Titanic Italia resta pilotato da un uomo che (appare) ormai in avanzato stato confusionale. Da un premier (che non sembra) più in grado di soppesare le conseguenze delle proprie affermazioni.

Prima il presidente del Consiglio boccia l’Euro durante un discorso davanti alla platea degli Stati Generali del commercio estero.

Lì davanti alle telecamere dice testualmente che “l’attenzione su l’Italia deriva dal fatto che c’è un attacco all’euro che non ha convinto nessuno come moneta. E in effetti è una moneta un po’ strana, perché è una moneta non di un solo Paese, ma di tanti paesi messi assieme che però non hanno un governo unitario dell’economia e che non ha alle sue spalle una banca di riferimento e di garanzia. È un fenomeno che non si era mai visto verificato e quindi l’euro di per sé si presenta come moneta attaccabile dalla speculazione internazionale”.

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Istat: “Divario tra salari e prezzi mai così ampio dal 1997″

Fonte: Il Fatto Quotidiano

I portafogli degli italiani diventano sempre più leggeri, a settembre il divario tra salari e inflazione si è ampliato ancora, segnando una distanza che non si registrava da quasi 15 anni, dal 1997. Negli ultimi mesi i prezzi hanno continuato la loro corsa, mentre le retribuzioni si sono assestate sui livelli più bassi degli ultimi anni. Insomma gli stipendi non riescono a tenere il passo del caro-vita, tutto a scapito della capacità di spesa. L’Istat ha registrato a settembre anche un lieve aumento delle retribuzioni contrattuali, +0,3% su luglio, interrompendo una fase di stallo che andava avanti dalla primavera (tra variazioni nulle o quasi). Ma il dato tendenziale, cioè l’aumento delle buste paga rispetto allo scorso anno, è rimasto all’1,7%, come nei due mesi precedenti.

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Sorgenia: l'energia attraversa l'Italia

Fonte: Supermoney - Chiarezza

news

Su è giù per l'Italia: in questo modo Sorgenia, compagnia energetica multiutility italiana attiva nei settori dell’approvvigionamento e produzione di energia elettrica e vendita di gas metano, intraprende un road tour , “Sorgenia a casa tua”, suddiviso in dieci tappe.

L'iniziativa cerca di far comprendere all'utente la cultura dell'utilizzo intelligente e conveniente dell'energia: dalla Lombardia alla Puglia, i consumatori potranno approfondire i temi energetici - produzione di energia da fonti rinnovabili, strumenti per il miglioramento dell'efficienza energetica domestica - visitando la mostra itinerante di Sorgenia. Il progetto “Sole Mio” si incentrerà, invece, sullo sviluppo del fotovoltaico domestico e della generazione distribuita.

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Se Air France non ride e Alitalia piange

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Berlusconi e Sarkozy, che al vertice di Bruxelles non hanno incrociato neppure gli sguardi. E una situazione contabile per Air France-Klm che, secondo le voci, sempre più insistenti a Parigi, è in fase di degenerazione accelerata. Siamo sicuri che il colosso-franco-olandese, che già possiede il 25% di Alitalia, avrà ancora l’intenzione di accaparrarsi il resto del capitale a fine 2012, quando i soci italiani potranno vendere a chi vogliono? In realtà sta diventando sempre più improbabile. E al di là delle solite paturnie patriottiche, per la compagnia italiana questo può rappresentare solo un problema. Mesi ed anni futuri saranno economicamente difficili. Per tutti. Alitalia compresa.

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Tremonti invita la Cina ad investire nel fondo salva-stati

Fonte: Panorama - Economia
 ANSA)

Il ministro dell'economia Giulio Tremonti (Credits: ANSA)

Non ci pensate due volte, cari investitori cinesi. L’Europa è un’ottima destinazione per i vostri soldi. Quindi, fatevi avanti. Giulio Tremonti, ministro dell’Economia italiano, era seduto vicino a Li Jingtian, vice presidente della scuola centrale del Partito in Cina. E non ha usato mezzi termini nel suo intervento di questo pomeriggio a Venezia in occasione del dialogo tra Cina, Europa e Stati Uniti all’Aspen Istitute Italia.

“L’Europa è la regione più ricca del mondo” ha detto “e avrà anche un’integrazione politica finale. È nell’interesse di tutti. Quindi investire conviene e ha dei grandi ritorni”.

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