ottobre 2011

Btp, oltre il 6% aumenta la paura

Fonte: Panorama - Economia
 Claudio Laurenti)

(Credits: Claudio Laurenti)

Una reazione a catena, con effetti negativi su tutto: sui conti pubblici, sui bilanci delle banche e anche sui risparmiatori o le aziende che si indebitano, sottoscrivendo un mutuo o un prestito. È ciò che potrebbe accadere se gli interessi dei Buoni del tesoro poliennali (Btp) dovessero rimanere stabilmente sopra il 6%, come sta avvenendo in questi giorni.

Oggi i rendimenti dei buoni con scadenza decennale hanno toccato infatti il 6,18%, contro il 4% di un anno fa, mentre Btp quinquennali hanno raggiunto il 5,99%, con una differenza di ben 476 punti base (4,76%) rispetto ai Bund, i titoli di stato tedeschi di uguale durata.

Si tratta del record storico dal 1999, che fa aleggiare uno spettro nella comunità finanziaria: il timore che gli interessi dei Btp possano volare addirittura verso il 6,5%, una soglia oltre la quale rischia di innescarsi una crisi finanziaria come quella del Portogallo, dell’Irlanda o addirittura della Grecia.

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Crisi, salva stati e Fmi non bastano più Il G20 guarda al ruolo dei Brics

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Banche italiane e istituti francesi, e poi ovviamente titoli di Stato, indici azionari e l’osservato speciale Btp. Tutti insieme in un vortice ribassista che preoccupa sempre più e che nessun accordo, per ora, sembra in grado di frenare. Preannunciata da un venerdì poco edificante, la giornata odierna dei mercati ha aperto ufficialmente la scontatissima settimana di passione finanziaria che porterà al G20 di Cannes. Il documento europeo partorito nelle prime ore di giovedì al culmine di una notte insonne non è riuscito a calmare le acque di un mercato in tempesta. L’annuncio dell’ampliamento del fondo salva Stati ha stimolato il grande balzo del day after, ma la fiducia degli investitori è stata di breve durata. E’ bastato attendere poco più di una giornata, infatti, per riaprire gli occhi di fronte agli irrisolti problemi contabili a alle divergenze di opinioni dei singoli Paesi.

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Grecia, il grande malato. Ora la popolazione ha fame

Fonte: Panorama - Economia
Il triste augurio

Buona crisi e una felice nuova paura. È il testo del graffito su un muro di Atene.

di Stefania Medetti

«La fame ha un volto e dipende da noi fare in modo che l’inverno 2012 non sia un killer». Il drammatico messaggio arriva da Nikitas Kanakis, presidente della sezione greca dell’organizzazione umanitaria Doctors of the world (Dow). Parla da Atene, dove un numero crescente di persone si rivolgono ai presidi di Dow non solo per medicine e cure, ma anche per avere qualcosa da mangiare.

«Negli ultimi mesi, il numero di pazienti di nazionalità greca che si sono rivolti a noi è cresciuto del 30%, rispetto al 6% del 2010». Adesso, anziani con pensioni minime, giovani disoccupati, ammalati cronici si uniscono ai 30 mila pazienti curati lo scorso anno da Dow e costituiti soprattutto da immigrati illegali.

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Fallimenti, salvataggi, abbandono dell’euro. Gli scommettitori si scatenano

Fonte: Panorama - Economia
 Zuma/La Presse)

(Credits: Zuma/La Presse)

Dopo la Grecia, quale sarà il prossimo Stato europeo costretto a chiedere l’elemosina di Bruxelles per evitare il crac? Se Atene abbandonerà l’Eurozona, quali Paesi sono candidati a seguirla? E chi rischia il primo default? Domande su cui da settimane si esercitano economisti, politici e banchieri centrali. E alle quali, in vista del G20 di Cannes che dovrà tirare le fila del caos, hanno già provato a rispondere i soliti bookmakers inglesi.
Da alcuni giorni uno in particolare, StanJames.com, ha allargato la sua offerta di scommesse finanziarie (di solito incentrate su Borsa, valute e indici delle materie prime) ai temi più caldi dell’economia pubblica del vecchio Continente. Buttando giù quote in alcuni casi sorprendenti.

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G20, i protagonisti e le loro sfide - INFOGRAFICA

Fonte: Panorama - Economia

Logo G20 2011

Sono i 19 Stati più potenti del mondo. Insieme a loro, il rappresentante dell’Unione Europea. Siedono intorno al tavolo delle grandi decisioni al G20 di Cannes (3-4 novembre) sotto la presidenza francese di Nicolas Sarkozy. Quest’anno più che in passato, le aspettative sono molto alte. Il meeting ha come tema l’adozione delle misure necessarie a far uscire l’Europa dalla crisi che la sta colpendo duramente. Cercando soluzioni per curare il grande malato, la Grecia, i paesi più a rischio contagio, Italia e Spagna, e le banche schiacciate dai debiti delle singole nazioni.

GUARDA LA NOSTRA INFOGRAFICA e leggi quali sono i ruoli e le sfide con cui i leader che siedono al G20 si presentano a Cannes.

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G20 e la crisi dalla A alla Z

Fonte: Panorama - Economia
 Impulsiv/La Presse)

(Credits: Impulsiv/La Presse)

di Sandra Riccio

Dalla A alla Z: tutte le parole che abbiamo sentito in questi mesi e che riassumono la crisi mondiale che stiamo vivendo.

A come Agenzie di rating
Sono società specializzate nella valutazione del grado di rischio di un determinato debitore che può essere uno Stato, un ente oppure una società. Le agenzie di rating più conosciute a livello internazionale sono le tre sorelle americane Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Esprimono il proprio voto dopo aver studiato a fondo la situazione finanziaria ed economica dello Stato o della società da valutare da un massimo (AAA) a un minimo (D). Il giudizio assegnato dalle agenzie di rating è una bussola fondamentale che gli investitori istituzionali utilizzano per prendere le proprie decisioni.

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Titoli di Stato: Btp oltre il 6%, spread Bund sui massimi

Fonte: Investi Sicuro

Giornata di altissima tensione su tutti i fronti; l’intervento del Giappone durante la notte per stabilizzare il cambio della sua moneta sembra essere andato a buon fine anche se le conseguenze a medio periodo restano incerte e ci si prepara a nuove manovre. All’apertura del mercato Europeo la debolezza è palpabile ed all’Italia arriva il colpo di grazia dei titoli di stato a far affondare il listino preparando un close negativo per la prima della nuova ottava.

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Assicurazione auto virtuale per combattere le frodi

Fonte: Supermoney - Chiarezza

news

L'Aci ha rilevato che oltre 3,5 milioni di vetture non sono coperte da assicurazione auto e molti automobilisti hanno il bollino rca contraffatto. Il fenomeno, in forte crescita soprattutto al Sud (in particolare a Napoli), danneggia le compagnie assicurative, ma anche i guidatori diligenti che, qualora dovessero essere coinvolti in un sinistro con una vettura non assicurata, andrebbero incontro a lungaggini burocratiche per ottenere il risarcimento.

Catricalà, nell'ambito della relazione che analizzava le criticità dell’attuale sistema assicurativo e le possibili soluzioni, giudicava positiva, per contrastare la contraffazione dei contrassegni, la loro progressiva sostituzione con sistemi elettronici. Un semplice pezzo di carta, secondo il presidente dell’autority, è più facile da falsificare rispetto ad un documento elettronico, verificabile in modo tempestivo dalle forze dell’ordine.

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A come Alitalia. A come Antitrust?

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Come molti ricordano, la nuova Alitalia è parte della Compagnia Aerea Italiana S.p.A. (CAI), nata dagli asset delle compagnie Alitalia, Alitalia Express, Volare (con i suoi marchi commerciali Volareweb e Air Europe) Air One, Air One CityLiner, Air One Technic ed EAS – European Avia Service.

Al di là della valutazione economica dell’operazione e dei costi sociali ad essa connessi – esaurientemente ricostruiti da Claudio Gnesutta e Roberto De Blasi nel volume “Alitalia. Una privatizzazione italiana” (Donzelli) – uno dei punti che ha fatto maggiormente discutere è stato l’approvazione, da parte dell’attuale governo, di una deroga alla normativa antitrust per tre anni, al fine di favorire il decollo della neonata Alitalia.

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Yen: pericolo esportazioni, il Giappone interviene

Fonte: FareForex

Il rischio di avere un cambio non consono alle esigenze di mercato (per quanto riguarda l’import/export) è bene evitarlo in momenti di grande tensione come questo; già la Svizzera ha dato prova di cosa vuol dire agire tempestivamente per giocare d’anticipo sul mercato dei cambi tutelando la propria moneta, ed ora tocca al Giappone anche se non è la prima volta.

Durante la notte l’intervento deciso sullo Yen ha avuto conseguenze importantissime visto che sconvolge la tendenza in corso che era decisamente ribassista e riporta il grafico in una condizione di indecisione. dal bottom prossimo a quota 75.50 il cambio è arrivato immediatamente a 79.45 dove ha disegnato un doppio massimo da cui poi è sceso fino al 61% del range di salita, andando a consolidare il provvedimento Giapponese aprendo nuovi possibili sviluppi.
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