(Credits: Claudio Laurenti)
Una reazione a catena, con effetti negativi su tutto: sui conti pubblici, sui bilanci delle banche e anche sui risparmiatori o le aziende che si indebitano, sottoscrivendo un mutuo o un prestito. È ciò che potrebbe accadere se gli interessi dei Buoni del tesoro poliennali (Btp) dovessero rimanere stabilmente sopra il 6%, come sta avvenendo in questi giorni.
Oggi i rendimenti dei buoni con scadenza decennale hanno toccato infatti il 6,18%, contro il 4% di un anno fa, mentre Btp quinquennali hanno raggiunto il 5,99%, con una differenza di ben 476 punti base (4,76%) rispetto ai Bund, i titoli di stato tedeschi di uguale durata.
Si tratta del record storico dal 1999, che fa aleggiare uno spettro nella comunità finanziaria: il timore che gli interessi dei Btp possano volare addirittura verso il 6,5%, una soglia oltre la quale rischia di innescarsi una crisi finanziaria come quella del Portogallo, dell’Irlanda o addirittura della Grecia.