
Si squaglia il suv targato Mirafiori. Resta sulla carta il progetto che doveva assicurare il rilancio dello stabilimento torinese della Fiat. La notizia rimbalza dall’America, lanciata dall’agenzia di stampa Bloomberg, che cita fonti (anonime) del gruppo del Lingotto. “Stiamo riconsiderando l’investimento”, spiegavano solo qualche giorno fa i portavoce di Sergio Marchionne. Colpa della rivalutazione dell’euro sul dollaro, dicevano le fonti ufficiali, che rende meno conveniente assemblare i modelli in Italia per poi esportare negli Usa più della metà produzione. E invece no. Il problema è il mercato.
Marchionne raccontava che dalle linee di Mirafiori sarebbero usciti fino a 280mila suv con il marchio Alfa e Jeep. Il problema, però, è trovare i compratori. Gli analisti prevedono che nei prossimi mesi le vendite di auto non aumenteranno, almeno in Europa. E allora come piazzare la merce uscita dallo storico stabilimento torinese? Per questo adesso il Lingotto sta seriamente pensando di fare marcia indietro, spostando negli stabilimenti americani della Chrysler la produzione originariamente destinata a Mirafiori.