giugno 2011

L’emergenza immigrazione? Si paga alla pompa di benzina. Più 4 centesimi al litro

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Dopo lo spettacolo ora tocca agli immigrati. Nella notte di martedì 28 giugno, senza alcun preavviso per gli operatori, le accise alla pompa di benzina sono salite di 4 centesimi al litro sia sulla verde che sul diesel per ”fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale” dovuto “all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa”. A questo aumento improvviso delle accise si aggiungerà da domani lo scatto programmato di 0,19 centesimi disposto in aprile per finanziare il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo), il cinema e interventi culturali vari.

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Poste Italiane: gli sconti valgono un premio internazionale

Fonte: Bassi Tassi

 gli sconti valgono un premio internazionaleNell’ambito di un concorso organizzato da VRL Financial News, il Gruppo Poste Italiane ha vinto con il programma “Sconti BancoPosta” il premio internazionale quale migliore iniziativa di fidelizzazione. A darne notizia è stata proprio Poste Italiane nel sottolineare come il premio sia stato assegnato da una giuria indipendente che, nello specifico, ha assegnato al colosso postale due specifici riconoscimenti: quello per gli ottimi risultati conseguiti con il programma “Sconti BancoPosta” nei primi sei mesi dal lancio, a conferma del forte impatto dell’iniziativa sui clienti, e quello per il migliore programma di fidelizzazione nella categoria “Best New Co-branded, Affinity or Loyalty Product“.

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Romania: il fornitore diventa debitore dell’Iva

Fonte: Fisco e Tributi

La normativa che disciplina l’Imposta sul Valore Aggiunto assumerà una nuova forma in Romania: secondo quanto stabilito dal Consiglio dell’Unione Europea, infatti, il regime comunitario è stato formalmente derogato, quindi i contribuenti della nazione dell’Europa orientale dovranno attendersi delle novità a breve. Che cosa è successo esattamente? Dopo la richiesta formale avanzata dal governo di Bucarest, l’autorizzazione comunitaria è stata concessa in via ufficiale: in pratica, quando si presenterà una situazione in cui è coinvolta appunto l’Iva, il debitore dell’imposta in questione diventa in automatico il soggetto che fornisce i prodotti agricoli che non sono stati sottoposti ad alcuna trasformazione. Cosa implica tutto questo?

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Redditi agrari: aggiornata la tabella delle attività connesse

Fonte: Fisco e Tributi

Le attività agricole connesse sono descritte dall’articolo 2135 del nostro codice civile: dalla lettura di questo testo emerge come queste attività altro non siano che quelle esercitate dall’imprenditore agricolo e che hanno come obiettivo la manipolazione, la conservazione, la trasformazione, la commercializzazione e la valorizzazione dei prodotti. Inoltre, l’oggetto deve essere rappresentato da prodotti ottenuti dalla coltivazione del fondo o dall’allevamento di animali. Questo elenco si può immaginare come lunghissimo e tra l’altro molti elementi sono stati aggiornati proprio in questi giorni. Quali novità bisogna attendersi? Fanno molto rumore le esclusioni eccellenti di diverse voci, tra cui possiamo citare sicuramente i prodotti da forno (rustici e pizzette non potranno beneficiare del favore fiscale finora goduto), ma gli elementi da annoverare sono anche altri.

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Manovra, tagli alla Casta solo dal 2013. E salta l’aumento dell’Iva

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Un Consiglio dei Ministri fiume (durato circa quattro ore) servito a stabilire tre cose: rimangiarsi le promesse sui tagli ai privilegi della Casta, trasformare la manovra in un decreto legge e farlo approvare con il voto di fiducia in aula. Così la manovra correttiva invocata dall’Europa per raggiungere la stabilità nel 2014, si trasforma in un decreto che rinvia lacrime e sangue al prossimo governo. Compresi i famigerati tagli ai costi della politica. Lo ammette anche Silvio Berlusconi in conferenza stampa: “Qualche cosina la abbiamo pensata, ma sono cose di pochissimo conto”. Tutto rimandato al 2014 quando, si lascia quasi scappare Giulio Tremonti, “l’Europa porterà tutto a livello”.

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Ma quanto mi rubi? (Sprechi di Stato)

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Uno Stato che si fa rubare più di 565 miliardi di euro all’anno non è in crisi: è una nazione di deficienti! Con un improbo sforzo aritmetico, ho cercato di mettere insieme il dato complessivo di quanto ci costa il malgoverno della Casta. 
Ho cercato anche di separare in modo razionale le voci di questo bilancio della vergogna. 
Ecco i risultati dello spreco di Stato:

Evasione fiscale: 120 miliardi di euro l’anno; 
3 milioni di lavoratori in nero: più di 50 miliardi.
La corruzione di politici e funzionari pubblici ci costa 60 miliardi.

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La Cina compra o aiuta l’Europa?

Fonte: FareForex

Oggi la Cina festeggia i 90 anni del Partito Comunista e intanto di comporta da imprenditore capitalista nei confronti del resto del mondo, in particolare dell’Europa. Ha investito, tra contratti e acquisto di titoli di debito dei paesi periferici dell’Eurozona, 30 miliardi di dollari in tutto, e in pochi mesi. Ovviamente avere un investore così solido e disponibile aiuta l’Europa, ma nel lungo termine l’aiuto potrebbe trasformarsi in ricatto: chi compra, comanda.
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La Cina compra o aiuta l’Europa?, pubblicato su FareForex il 30/06/2011

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Affitti in nero: quando l’inquilino smaschera l’evasore

Fonte: Io Compro Casa

Con l’entrata in vigore dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, molti proprietari di immobili in Italia otterranno risparmi fiscali anche rilevanti, ma per quei proprietari che invece si ostinano a locare le case in nero il futuro potrebbe essere difficile, molto difficile. Questo perché contestualmente all’entrata in vigore della cedolare secca è scattata una stretta contro le locazioni in nero che fornisce importanti strumenti di tutela e di rivalsa a favore dell‘inquilino. Quest’ultimo, se denuncia il proprietario di immobili furbo, infatti, può avvalersi di un contratto di locazione regolare, per una durata pari a quattro anni, a fronte di un canone che si riduce addirittura di un quinto. Ma come fare a smascherare il proprietario di case furbo?

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Contribuenti Napoli minacciano sciopero dei Bot

Fonte: Fisco e Tributi

Un disastro sanitario, ma anche ambientale senza precedenti. La definisce così il presidente di Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, l’emergenza rifiuti nella Regione Campania ed in particolar modo nel Comune di Napoli. Al punto che, a favore ed a sostegno del Sud, l’associazione nei giorni scorsi ha annunciato una forma di “sciopero” singolare ma incisiva per pungolare le Autorità competenti a risolvere una volta per tutte un problema che oramai dura da anni. Ebbene, secondo quanto ha reso noto proprio il presidente Carlomagno, a partire dalla data di domani, venerdì 1 luglio 2011, i contribuenti di Napoli e della Campania, in “risposta” alla mancata soluzione sul tema dei rifiuti, valuteranno se fare lo sciopero dei Bot, i Buoni Ordinari del Tesoro.


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Quanto costa ridurre il debito pubblico?

Fonte: Il Post - Economia

Ieri il Parlamento greco ha approvato il piano di tagli necessari per affrontare la crisi economica che sta colpendo il paese e ottenere una nuova serie di finanziamenti dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. La decisione, confermata oggi con un nuovo voto, è stata accompagnata da manifestazioni e proteste, anche violente, da parte della popolazione. La Grecia però non aveva alternative per ottenere i prestiti dalle istituzioni internazionali, che hanno imposto criteri molto rigidi prima di concedere i finanziamenti.

Senza i prestiti, la Grecia non avrebbe risorse a sufficienza per pagare gli interessi sul suo enorme debito pubblico. Diversi analisti temono che le misure adottate non siano sufficienti e che senza riforme strutturali incisive il paese possa andare incontro al fallimento. Il problema della Grecia, in misura diversa, è comune a molti altri paesi, come mostra il grafico dell’Economist, che illustra quanto sarebbe necessario per portare il debito al 60 per cento del prodotto interno lordo (PIL) entro il 2026. La cifra non è casuale perché secondo molti economisti è il livello “di sicurezza” per garantire una relativa stabilità. Il trattato di Maastricht comprende limiti simili, che non vengono sempre rispettati.

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