Parlate di tutto. Di minorenni, bunga bunga, escort, amichette, veline e Olgettine. Ma per carità, non toccate le tasse. Non sia mai. Che poi gli elettori prendono paura e si disperdono a colpi di dichiarazioni sulla famigerata tassa patrimoniale. Non citate quelle sigle, che solo a sentirle vengono gli incubi a metà degli italiani. Irep, Irap, Ici, Ires, sono pronte ad apparire come Erinni vendicative nei sogni di un intero paese. Non svegliatele.
Per bloccare sul nascere il salutare dibattito sulla fiscalità e il debito pubblico, lanciato dal Corriere della Sera nelle scorse settimane, Berlusconi si è preso la briga di scrivere una lettera al giornale. L’ha fatto con uno stile affettato, estraendo dal cilindro due carte che da tempo non gli vedevamo giocare: il dialogo con l’opposizione e il “nuovo” miracolo italiano che, a furia di invocarlo, diventa sempre più vecchio e stantio, come un disco impolverato.