marzo 2010

Buoni Fruttiferi: la gestione con BancoPostaonline

Fonte: Investi Sicuro

bancopostaonlinePer gli amanti del risparmio postale, l’acquisto dei Buoni Fruttiferi non avviene più solamente come ai vecchi tempi, ovverosia recandosi presso un qualsiasi ufficio postale, ma anche direttamente sul Web comodamente seduti a casa. I correntisti di BancoPostaonline, infatti, possono acquistare i Buoni Fruttiferi Postali direttamente online, così come possono chiedere online il rimborso dei Buoni di cui si è titolari. Nessuna limitazione è prevista per operare online ai fini dell’acquisto dei Buoni Fruttiferi: si possono infatti acquistare quelli a breve, a medio ed a lungo termine a partire dal Buono Fruttifero con durata pari a 18 mesi che offre un rendimento sicuro, ovverosia fisso, che tende pero a crescere nel tempo, e che è noto alla stipula. Sul lungo termine, invece, c’è il Buono Fruttifero ordinario, uno dei più gettonati da parte dei risparmiatori, che offre allo stesso modo un interesse che tende a crescere nel tempo.

Sul medio termine c’è anche il Buono Fruttifero per i minori, una formula di risparmio che offre un rendimento fisso crescente, e che permette di assicurare al proprio figlio o ad un minore il capitale necessario per finanziare al meglio i progetti per il futuro. Per chi vuole proteggere l’investimento dal carovita, attraverso Poste Italiane c’è altresì la possibilità di sottoscrivere i Buoni Fruttiferi Indicizzati all’inflazione che permettono di proteggere il valore del proprio denaro nel tempo.

Sul medio termine, inoltre, ci sono due soluzioni di risparmio postale più dinamiche per chi oltre ad un rendimento fisso punta ad acquisire anche un “extra” variabile in funzione di una ben definita indicizzazione. Sono due, in particolare, le tipologie di Buoni Fruttiferi di questa natura che sono sottoscrivibili: i Buoni Fruttiferi Premia ed i Buoni Fruttiferi Indicizzati a scadenza. Per quanto riguarda in generale i Buoni Fruttiferi, si ricorda che quelli sottoscritti in forma cartacea, trascorsi dieci anni dalla scadenza, e non riscossi, sono tali che le somme vanno in prescrizione sia per quanto riguarda il capitale, sia per gli interessi maturati.

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Fondiaria SAI: raccolta premi 2009 consolidata in crescita

Fonte: Investi Sicuro

fondiaria-saiIl Gruppo Fondiaria SAI ha archiviato il 2009 con una crescita della raccolta premi consolidata del 7% a fronte di una solidità patrimoniale che è rimasta elevata, e di un contestuale mantenimento di criteri prudenti in virtù delle incertezze legate al panorama finanziario ed economico mondiale. Ciò nonostante, seppur in calo, anche per quest’anno Fondiaria SAI riconoscerà ai propri azionisti la remunerazione del capitale con il pagamento delle cedole. Il Consiglio di Amministrazione di Fondiaria SAI, infatti, nell’approvare il progetto di bilancio 2009 ha altresì proposto all’Assemblea il pagamento della cedola sia per le azioni ordinarie, sia per i titoli Fondiaria SAI a risparmio. Nel dettaglio, con stacco cedola fissato per il 24 maggio 2010, è stato proposto, rispetto ai 0,70 euro dell’esercizio 2008, un dividendo sull’esercizio 2009 pari a 0,40 euro per azione, mentre per i titoli a risparmio il dividendo proposto è pari a 0,452 euro rispetto ai 0,752 euro pagati lo scorso anno.

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, Fondiaria SAI ha reso noto che per quest’anno proseguirà l’adozione di criteri selettivi per quel che riguarda il ramo danni con un’attenta politica di selezione del portafoglio. Per il ramo Vita, invece, Fondiaria SAI conferma come perseguibili le linee guida descritte nel Piano Industriale 2009-2011, ed in particolare quelle che vedranno il Gruppo propenso a favorire la crescita di quei prodotti assicurativi tradizionali rispetto invece a quelli che presentano un elevato contenuto a carattere finanziario.

Di conseguenza, si continuerà a privilegiare un approccio prudenziale per effetto sia della volatilità dei mercati azionari, sia del livello basso dei tassi di interesse; a tal fine il Gruppo perseguirà l’obiettivo di ottimizzazione del profilo tra rischio e rendimento anche in coerenza con gli impegni assunti verso gli Assicurati, ed in virtù di processi di valutazione rigorosi per quel che riguarda il merito creditizio. L’Assemblea degli Azionisti per l’approvazione del bilancio è prevista per il 22 aprile prossimo e per il 23 aprile 2010, rispettivamente, in prima ed in seconda convocazione.

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Evasione fiscale: nel mirino le ville e i loft all’estero

Fonte: Bassi Tassi

loft5Si concentrano principalmente in Lombardia, Piemonte e Liguria i 6mila contribuenti italiani che in questi giorni riceveranno una comunicazione del fisco per gli immobili posseduti in Gran Bretagna e in Francia, ma che non sono stati dichiarati all’amministrazione finanziaria italiana. Una nuova tappa della lotta all’evasione internazionale condotta dalle Entrate e che mette nel mirino – come spiega la nota diramata ieri dall’Agenzia – ville e loft detenute all’estero, individuati dagli uomini del fisco anche grazie alle segnalazioni giunte in Italia dalle rispettive amministrazioni fiscali inglese e francese in un clima di totale collaborazione.

Una parte delle lettere sarà recapitata ai contribuenti che nel 2005 risultavano in possesso di immobili in Francia, in particolare nel dipartimento delle Alpi Marittime. Si tratta quindi delle ville intestate a cittadini italiani e situate in Costa Azzurra, sulle Alpi o in Provenza. L’altra parte delle comunicazioni, invece, ha come destinatari i cittadini italiani che nel 2008 erano proprietari di immobili in Gran Bretagna. La comunicazione è una semplice informativa e come tale non prevede necessariamente una risposta scritta all’amministrazione finanziaria. Non preclude, inoltre, in alcun modo la possibilità, entro il 30 aprile prossimo, di rimpatriare o regolarizzare i beni e le attività detenute all’estero sfruttando l’ultima finestra utile dello scudo fiscale.

Come si legge nella lettera il destinatario è di fatto informato sui nuovi obblighi di dichiarazione e legati al possesso di immobili all’estero. A partire dall’anno d’imposta 2009, infatti, nel rispetto delle nuove regole sul monitoraggio fiscale degli investimenti e trasferimenti oltre confine, i contribuenti sono sempre tenuti a indicare nel modulo RW di Unico gli immobili detenuti all’estero, anche se gli stessi beni non producono redditi di fonte estera imponibili in Italia, come nel caso di immobili tenuti a disposizione. La comunicazione dell’Agenzia, allo stesso tempo, rappresenta un invito esplicito a sanare le posizioni irregolari per gli anni d’imposta precedenti al 2009.

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Acquisto prima casa: contributi alle famiglie in Emilia-Romagna

Fonte: Io Compro Casa

contributi-famiglieA partire da lunedì prossimo, 29 marzo 2010, sul Portale Intercent.it, sarà pubblicato l’elenco degli alloggi disponibili a favore delle giovani coppie e delle famiglie nell’ambito di un Bando che la Regione Emilia-Romagna ha emanato nel mesi scorsi per concedere contributi per l’acquisto della prima casa. Trattasi, nello specifico, del Bando “Giovani coppie ed altri nuclei famigliari“, per il quale si è chiusa la prima fase che prevede ora l’assegnazione di ben 1.600 alloggi a fronte di un contributo regionale per l’acquisto della prima casa pari all’incirca a ben 15 mila euro. I beneficiari devono ora scegliere l’alloggio e stipulare il pre-contratto, mentre dal 16 giugno 2010 si apriranno i canali online per inoltrare la domanda di accesso al contributo.

Nel dettaglio, la procedura online di richiesta del contributo si aprirà alle ore 9 del 16 giugno 2010 per poi chiudersi alle ore 17 dello stesso giorno; in tale fascia oraria i beneficiari, ovverosia le giovani coppie e le famiglie, dovranno provvedere a compilare ed inoltrare online la modulistica sempre attraverso l’accesso al sito Internet Intercent.it.

Dopodiché i soggetti ammessi al contributo per l’acquisto della prima casa saranno comunicati con la pubblicazione della relativa graduatoria sempre online ed a partire dal 23 giugno 2010. Al fine di concedere i contributi la Regione Emilia-Romagna ha stanziato all’incirca 13 milioni di euro, con i 1.600 alloggi che sono sparsi su tutto il territorio regionale; nel dettaglio, 344 di trovano in Provincia di Reggio Emilia, 352 in Provincia di Bologna, 343 in Provincia di Modena e poi a seguire la Provincia di Parma (234), la Provincia di Ravenna (119) la Provincia di Ferrara (91), la Provincia di Piacenza (48), la Provincia di Rimini (46) e quella di Forlì-Cesena (16).

I beneficiari del contributo saranno famiglie numerose, nuclei familiari monoparentali, giovani coppie ma anche famiglie soggette a sfratto per motivi diversi dalla morosità e famiglie residenti in alloggi di edilizia residenziale pubblica per le quali c’è stata la decadenza a causa del superamento del limite di reddito.

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Forex Signals: Usd/Jpy nel nuovo canale rialzista

Fonte: FareForex

cambioLa formazione a massimi decrescenti dell’ultimo periodo non è bastata a portare il cambio Usd/Jpy al test della dinamica a 83, target di medio periodo che sembra essere negato per il momento.

La conferma dello swing di minimo a quota 88.14 ha fornito lo spunto rialzista per il rally in corso, consentendo al cambio di violare la trend-line discendente che teneva il ribasso da mesi a questa parte; ora il cross si inserisce perfettamente nel canale rialzista disegnato sui minimi e riportato sullo swing di massimo relativo di inizio 2010, arrivando al test del 50% dello stesso.

Questo è il livello dinamico di resistenza, che difficilmente vedremo superato nelle prossime settimane, oltre il quale il rally si confermerà fino al recupero di 95.50 punti.

Per l’intraday, in settimana si potranno verificare importanti occasioni di short sotto le resistenze fornite dai pivot point giornalieri, mentre un corposo ritracciamento fornirà un segnale rialzista più sicuro di quello innescato il 24 Marzo.

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Cina, i prezzi delle case non scenderanno

Fonte: Io Compro Casa

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Henry Cheng, managing director del New World Development, uno dei principali operatori nel settore immobiliare di Hong Kong, ha recentemente concesso un’intervista alla stampa nella quale ha effettuato una serie di interessanti considerazioni sul presumibile futuro andamento dei valori delle proprietà immobiliari ad uso residenziale in Cina.

Secondo il manager, i prezzi delle proprietà immobiliari abitative cinesi non caleranno in maniera significativa durante l’anno in corso, perché il governo non sarà capace di fronteggiare la formazione di una bolla nel mercato real estate locale, rischiando di danneggiare uno dei mercati più importanti per l’economia locale.

Durante il mese di febbraio 2010, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo in Cina sono cresciuti del 10,7% rispetto al mese precedente, per l’incremento più rapido negli ultimi 20 mesi, e nonostante l’incremento dei tassi di interesse applicati dalle banche cinesi. La conseguenza è che il mercato immobiliare sta alimentando la crescita economica da un lato, inasprendo il tasso d’inflazione dall’altro.

Leggendo tra le righe delle parole di Cheng, sembra che le mosse del governo cinese siano pertanto non totalmente efficaci nel gestire adeguatamente il mercato immobiliare, contribuendo altresì a incrementare la volatilità nel breve termine dei prezzi, che tuttavia su un fronte maggiormente ampio non subiranno alcun calo duraturo.

New World Development non ha finora pubblicato alcuna stima sulla presumibile crescita dei prezzi immobiliari residenziali in Cina per il 2010; ha tuttavia diffuso un report preliminare nel quale sostiene che i valori residenziali cresceranno di circa il 10% nel 2010, principalmente a causa di una stabilità nell’offerta di proprietà ad uso abitativo, per la quale non sono previste grandi variazioni al rialzo.

Nel corso delle prossime settimane verranno pubblicate nuove stime sull’andamento dei valori immobiliari residenziali cinesi per il 2010. Vi terremo come al solito aggiornati sugli sviluppi del dato.

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Decreto Incentivi: le principali novità fiscali del testo

Fonte: Fisco e Tributi

montecitoriocamera-250x187Come è ben noto a tutti, ormai, il Decreto legge 40 del 2010 (meglio noto come “Decreto incentivi”) è stato approvato dal governo e consentirà al Ministero dello Sviluppo Economico di avere delle precise linee guida per quel che riguarda la lotta alle frodi fiscali e la notifica degli atti ai cittadini non residenti: dunque, si tratta di un testo normativo che ha apportato numerose novità dal punto di vista tributario. Vediamo quali sono le più interessanti. Anzitutto, c’è la lotta all’evasione: quest’ultima verrà ulteriormente potenziata, prendendo anche spunto dalle normative comunitarie sulla fatturazione elettronica, costringendo pertanto i soggetti passivi Iva a comunicare alle Entrate, mediante la modalità telematica, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere con nazioni che fanno parte della cosiddetta “black list” dell’Ocse.

 

Un’altra novità riguarda poi le società che avranno intenzione di trasferire all’estero la loro sede; a partire dal prossimo 1° maggio, infatti, esse dovranno comunicare tale operazione all’amministrazione finanziaria, oltre che all’Inps e all’Inail, mediante l’utilizzo del modello di comunicazione unica, il registro delle imprese della Camera di Commercio. Il contrasto all’evasione, inoltre, potrà essere raggiunto tramite l’intesa tra le stesse Entrate e l’Ipsema. Regole nuove sono anche quelle per le notifiche ai contribuenti che risiedono in uno stato estero: la validità, in questo senso, sarà tale solo se verrà utilizzata una raccomandata con ricevuta di ritorno presso la residenza indicata dall’apposita Anagrafe (lo stesso discorso vale anche per le cartelle di pagamento).

 

Infine, non bisogna dimenticare la detassazione ideata per le imprese che operano nel campo della moda e del settore tessile. Il contributo che verrà stanziato sarà pari a 70 milioni di euro, con delle agevolazioni fiscali pensate anche per gli investimenti nella ricerca industriale e lo sviluppo per la realizzazione di campionari: i criteri e le modalità di questi contributi saranno decisi tramite un apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

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Banco Popolare: il bond convertibile collocato al 98,84%

Fonte: Investi Sicuro

banco_popolareÈ giunta dunque a conclusione l’offerta in opzione che il Banco Popolare, il noto gruppo bancario veronese di matrice cooperativa: in particolare, tale offerta si riferisce, nello specifico, all’obbligazione convertibile che avrà come arco temporale in quinquennio compreso tra il 2010 e il 2014. Entrando nel dettaglio, questo bond è stato sottoscritto per una percentuale pari al 98,84%, il che equivale a dire che si tratta di un controvalore di oltre 984 milioni di euro, quindi molto vicino al miliardo. Per quel che riguarda, invece, quei diritti d’opzione che non sono stati esercitati in questa occasione, la loro offerta in Borsa verrà avviata a partire dal prossimo 31 marzo e fino all’8 aprile; in questo caso, comunque, occorre precisare che la prima seduta verrà sostanzialmente contraddistinta dall’offerta in forma completa dell’intero quantitativo dei cosiddetti diritti “inoptati” (appunto quelli non sottoscritti).

 

Le sedute successive alla prima, poi, saranno caratterizzate dall’offerta dei diritti che, solamente in una ipotesi eventuale, non saranno stati posizionati nel corso delle sessioni avvenute in precedenza: l’utilizzo dei diritti sarà molto utile per la sottoscrizione dei vari bond, la quale potrà beneficiare di un prezzo pari a 6,15 euro per ogni strumento finanziario, prendendo a riferimento il rapporto di una obbligazione ogni quattro diritti in relazione alle azioni di tipo ordinario, mentre il rapporto sarà pari a 43 bond ogni 400 diritti per quel che concerne invece il prestito delle obbligazioni denominato “Banco Popolare Prestito Obbligazionario Convertibile subordinato” (l’interesse è pari al 4,75%, in un arco temporale decennale che va dal 2000 al 2010).

 

La sottoscrizione va effettuata mediante gli intermediari autorizzati che hanno aderito al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli spa, altrimenti si rischia la decadenza: la data da non superare è quella del 9 aprile 2010. Bisogna ricordare, infine, che i bond saranno convertibili in azioni dal 26 settembre 2011 fino al 17 marzo 2014, con un ammontare per ogni cedola pagata pari a 0,292125 euro.

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Inchiesta Trani: macché Berlusconi, le carte revolving il vero scandalo

Fonte: Bassi Tassi

faldoniIn principio fu… furono: le carte di credito. Già, perché l’ormai celeberrima inchiesta della Procura di Trani dalla quale sono emersi – anche – contatti telefonici tra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e le autorità garanti delle comunicazioni in realtà nacque, nella lontana Estate del 2008, per appurare l’esistenza o meno di interessi usurari applicati da American Express a alcuni possessori di carte di credito revolving, Gold e Blu. Interessi che, in caso di ritardato pagamento, sono arrivati, secondo i periti della procura, fino al 54%, cioè ben oltre le soglie di usura stabilite dalla Banca d’Italia.

Tralasciando dunque per un attimo la posizione del premier, proviamo a concentrarci su quello che è il vero cuore dell’indagine dal momento che potrebbe essere addirittura più interessante e coinvolgente per gli italiani che non sapere ciò di cui i giornali parlano ormai da settimane. Lo scorso 30 settembre, la Guardia di Finanza ha sequestrato nella sede romana di American Express l’intero archivio informatico dei titolari delle carte finite nel mirino, la contabilità e il software per la gestione delle posizioni debitorie dei clienti; la procura di Trani, infatti, sospetta che la contabilizzazione degli interessi venisse effettuata con tecniche in “aperta violazione” delle condizioni contrattuali.

Secondo indiscrezioni, ci sarebbero anche due legali rappresentanti di American Express iscritti nel registro degli indagati, con capi d’imputazione che spaziano dal reato di truffa fino a quello di usura aggravata e continuata per gli interessi moratori applicati sulle revolving card. Quello che invece sembra certo è che i casi finiti sotto la lente degli inquirenti potrebbero essere simili a quelli di migliaia di altri utenti. Per questo la Procura, retta da Carlo Maria Capristo, avrebbe inviato una nota riservata alla Banca d’Italia per chiedere informazioni sul numero di revolving in circolazione e soprattutto sul livello dei tassi applicati specie in caso di ritardato pagamento.

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Mutuo Flessibile da Banca Popolare di Spoleto

Fonte: Io Compro Casa

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Il Mutuo Flessibile, disponibile in qualsiasi filiale della Banca Popolare di Spoleto, è un finanziamento immobiliare ipotecario che prevede una particolare ipotesi di flessibilità nella scelta delle forme tecniche dei tassi, e nella costruzione di un piano di ammortamento del debito residuo, dando particolare importanza alla valorizzazione di alcune facoltà in capo al titolare di questo finanziamento.

Il finanziamento in oggetto si avvale infatti della presenza di un tasso di interesse fisso per i primi due anni del piano di rimborso: in questo biennio, pertanto, il mutuatario potrà conoscere con esattezza l’importo delle rate che andranno a costituire le proprie uscite finanziarie. Al termine dei primi due anni di restituzione a tasso fisso, il mutuatario potrà quindi scegliere se proseguire con l’applicazione di un tasso di interesse costante, oppure passare all’applicazione di un tasso di interesse indicizzato, a seconda delle proprie preferenze e della convenienza economica al momento della decisione.

Il tasso di interesse fisso applicato al capitale mutuato nei primi due anni ed eventualmente nel periodo successivo sarà calcolato sulla base dell’IRS a 2 anni di periodo, maggiorato di uno spread stabilito dall’istituto di credito sulla base della complessiva durata del mutuo. Nelle fasi di restituzione a tasso variabile, invece, il tasso sarà calcolato sulla base dell’Euribor a 6 mesi, maggiorato di uno spread conteggiato come sopra.

Le finalità soddisfabili attraverso questo finanziamento sono quelle legate alle ipotesi di costruzione, acquisto e ristrutturazione di una proprietà immobiliare ad uso di civile abitazione. La restituzione dell’importo erogato avverrà all’interno di un programma di rimborso non superiore ai 30 anni, con la possibilità di optare per scadenze di portata inferiore, ed estinguere anticipatamente il debito residuo, in qualsiasi momento e senza il pagamento di alcuna penale.

La garanzia richiesta dalla banca è, di norma, costituita dalla sola iscrizione ipotecaria di primo grado.

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