Fonti rinnovabili e centrali a gas in guerra tra loro. La crisi ha falcidiato i consumi, seminando perdite e nervosismo in un settore ricco come quello elettrico. Intanto eolico e solare sono cresciuti, togliendo spazio agli impianti convenzionali e pesando sui consumatori attraverso gli incentivi. Tanto che oggi c’è chi ne chiede un taglio retroattivo. Ma a beneficio di chi?
Lo scontro tra gas e fonti verdi è chiaro dal 2011. Da un lato la domanda elettrica in calo per l’economia stagnante, con conseguente crollo dei margini per i produttori convenzionali. Dall’altro il boom del fotovoltaico (+450% sul 2010), che ha sottratto quote di mercato alle centrali a gas, molte nuovissime e quindi ancora da ammortizzare.
A spingere lo sviluppo del solare sono stati gli incentivi. Tariffe premianti che hanno calamitato gli investitori e accresciuto di molto l’importanza delle rinnovabili nel sistema energetico italiano. Ma che nel contempo hanno prodotto un ingente cumulo di oneri per le nostre bollette: oltre 9 miliardi di euro l’anno, di cui più di 6 solo per il solare. Un conto lievitato nonostante il parallelo calo dei costi della tecnologia.